lunedì 7 gennaio 2008

Una cosa sola


Cenni della vita del vescovo Francesco Saverio Van Thuan, morto nel 2002, in alcune frasi autobiogra­fiche pronunciate durante gli Esercizi Spirituali che tenne al papa Giovanni Paolo II nel 2000. Esercizi che parla­vano della speranza e della testimonianza di questo vescovo che venne arrestato a Saigon nel 1975 e che passò tredici anni in prigione prima di esse­re liberato.

"Oggi, al momento della chiusura degli Esercizi Spirituali sono profondamente commosso.
Esattamente ventiquattro anni fa, il 18 marzo 1976, vigilia della festa di San Giuseppe, fui prelevato dalla resi­denza coatta a Cay-vong per essere sottoposto a duro isolamento nella prigione di Phu-Khanh.
Ventiquattro anni fa non avrei mai immaginato che un giorno, proprio in quella data avrei concluso la predicazione degli Esercizi in Vaticano. Ventiquattro anni fa celebravo la S. Messa con tre gocce di vino nel palmo della mano, non mi sarei mai aspet­tato che il Santo Padre oggi mi offrisse un calice dorato. Ventiquattro anni fa non avrei mai pensato che oggi, festa di San Giuseppe del Duemila, il mio successore consacrasse proprio nel posto in cui sono vissuto in resi­denza coatta la più bella chiesa dedicata a San Giuseppe in Vietnam".
Abbiamo celebrato la nascita di Gesù: una sola è la cosa necessaria: scegliamo quella, soprattutto mostriamo che questa scelta è sincera e coerente.
Un gior­no mentre stavo preparando il pranzo, sentii squillare il telefono delle mie guardie: "Forse questa telefonata è per me! E ' vero: oggi è il 21 novembre Festa della presentazione di Maria al tempio". Poco dopo una delle guardie viene da me e mi dice: "Dopo pranzo si vesta bene. Andrà a vedere il capo". In quel pomeriggio ho incontrato il Ministro degli Interni. "Lei ha un desiderio da esprimere?". "Sì, Signor Ministro, voglio la libertà". "Quando?". "Oggi". Il Ministro mi guardò sor­preso; gli spiego: "Sono stato troppo a lungo in prigione. Sotto tre pontefi­ci: Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II. E inoltre sono passati quattro segretari del partito comu­nista sovietico: Breznev, Andropov, Cernenko, Gorbaciov".
E voltandosi verso il suo segre­tario, il Ministro disse: "Forse è bene esaudire il suo desiderio".

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