giovedì 18 settembre 2008

Lavoratori

E' il giorno dei commenti alla fine della trattativa
per dare un nuovo assetto alla società Alitalia.
Un dramma pluridecennale che non ha certo bisogno del mio intervento.
Però una parola posso scriverla,
su ciò che sembra oggetto di polemica su tutti i giornali:
l'esultanza di alcuni dipendenti all'annuncio del "non-lieto-fine".
Certamente la tragica situazione occupazionale di migliaia di persone non può far esultare
e molte famiglie in queste settimane saranno in angoscia,
specie quelle che nemmeno nei tempi d'oro avevano lucrato sull'azienda.
Non posso nascondere, però, che non aver piegato la testa
alla supponenza di una proposta "prendere o lasciare",
mi fa rendere omaggio a chi l'ha fatto per principio e non per stupida arroganza.
Neanche in questo caso abbiamo visto gli uomini di mediazione di cui abbiamo bisogno;
forse abbiamo incrociato qualche buon ragioniere dei conti...
ma anche i numeri sono stati girati e rigirati a piacimento.
Tant'è che ora si può tranquillamente dare la colpa all'una e all'altra delle parti,
sicuri di avere almeno una parte di ragione.
Purtroppo si sa chi sarà lasciato a casa dal lavoro,
e non sarà chi avrebbe dovuto avere - come compito e come passione -
di avere a cuore il bene di tutti, specie di coloro che rischiavano di più.
E ha fallito, alla faccia dell'"Adesso intervengo io e sistemo tutto al più presto".
Onore a chi davanti ad un futuro incerto ha preferito andarci a testa alta.

Nessun commento: